Antenne TV per Digitale Terrestre Brescia

Punto Service - Collebeato (BS)

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Le antenne TV adatte per ricevere il digitale terrestre a Brescia e provincia, e non solo.

L'alta definizione ha aperto interessanti scenari di mercato per i produttori di apparecchi ad alta definizione (HD) quali ad esempio ricevitori, monitor, accessori vari, e rappresenta un ottimo motivo di promozione del digitale terrestre. Ma attenzione. Per poter fruire del nuovo servizio, oltre ai prodotti che tradizionalmente si collocano “dopo la presa TV”, vanno considerati tutti gli elementi posti “prima della presa”, ossia quelli che compongono l’impianto TV.

Pochi infatti si soffermano sul fatto che in presenza di impianti di ricezione e distribuzione inadeguati (perché obsoleti o incompleti), i nuovi apparecchi HD non possono essere usati in tutte le loro prerogative, vanificando investimenti, spesso costosi, effettuati dagli utenti.

Per il digitale terrestre fatti installare l'antenna giusta:

ogni segnale vuole la sua la sua antenna!

Nell'immagine seguente alcuni modelli professionali di antenne esterne per la TV analogica e digitale terrestre,  DVB-T, HDTV DVB, TNT, DTT, premontate e di elevata qualità.

Antenne TV professionali per la ricezione del Digitale Terrestre

 

Digitale terreste HD

Attualmente tutti i televisori in commercio sono già predisposti per il digitale terrestre, ma solo alcuni anno la possibilità di ricevere i canali HD.

In che modo è possibile riconoscere se il tv è predisposto per l’alta definizione (HD)?

Per sfuttare le migliorie di tutta l’alta definizione dei canali HD del digitale terrestre (ma anche blu-ray), prerequisito e di risiedere in una regione che ha già fatto lo switch-off del digitale terrestre (Sardegna, Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Veneto, Lazio e Campania). Questo perchè solo in queste regioni è disponibile la banda necessaria per ricevere i canali: Rai HD, Canale 5 HD e Italia 1 HD La7 HD, La7d HD, Mtv HD, Premium Calcio HD e Premium Cinema HD (pay).

La situazione comunque è in continua evoluzione fino a quando tutte le regioni non avranno effettuato lo switch-off.

Per ricevere questi canali è indispensabile installare un decoder HD per il digitale terrestre o possedere un tv lcd o plasma con tuner HD incorporato, inoltre, per vedere le immagini HD è necessario che il televisore sia dotato di un pannello ad alta definizione.

Per distingere la qualità dei pannelli e di ricezione in HD il mercato ha adottato i bollini Full HD e HD Ready.

Il bollino Full HD indica la possibilità di ricezione dei segnali e di vedere i canali in alta definizione, il bollino HD Ready invece dovrebbe garantire solo la visione in HD. Per assicurarsi se il vostro TV o il decoder abbiano il tuner HD per il digitale terrestre è meglio controllare nelle specifiche tecniche se il sintonizzatore digitale è contraddistinto dallo standard di compressione video MPEG-4 (H.264) oltre al MPEG-2, e se è in grado di produrre delle immagini a risoluzione 720p (1280x720 pixel) o a 1080i (1920x1080 pixel).


Bollino Full HD      Bollino HD READY

 

LTE e LTE800: cosa sono?

L’LTE (acronimo di Long Term Evolution – Evoluzione di lungo periodo) è il nuovo standard di trasmissione utilizzato dagli apparati cellulari di 4a Generazione (4G) per offrire connettività a banda larga ai dispositivi mobili, con velocità notevolmente superiori rispetto all’attuale standard UMTS (3G). Cosi come il suo attuale predecessore, anche l’LTE utilizza varie frequenze (sarebbe più corretto parlare di bande di frequenze) per dialogare con i terminali mobili (smartphone, tablet, internet key):

Dai primi mesi del 2013, nelle maggiori città italiane, alcuni gestori di telefonia mobile hanno iniziato a diffondere il nuovo segnale sfruttando la frequenza degli 800MHz, dando così il via ad un nuova era di servizi e possibilità che finora erano relegati alle mura domestiche.

Fin qui tutto bene. I problemi iniziano quando si lascia il settore prettamente “commerciale” e ci si addentra nelle caratteristiche tecniche in cui ogni cosa deve funzionare come si deve.

DTT ed LTE in Italia

Per il nostro paese e per lo stato attuale delle frequenze, il sistema più interessante ma anche più problematico è rappresentato dal primo punto, cioè dalle trasmissioni operanti sulle frequenze degli 800 MHz, da cui il nome LTE800. La normativa di riferimento è la CEI 100-7 che prevede i valori di potenza massimi ammessi.

Tralasciando le questioni di “compatibilità” dei (pochi, per ora) terminali LTE disponibili sul mercato, va detto che questo standard lavora su bande di frequenza che fino a poco tempo fa erano utilizzate esclusivamente per trasmettere canali televisivi DTT e precisamente i canali dal 61 al 69 (frequenza da 790MHz ad 800MHz). Questi canali sono stati progressivamente “svuotati” delle emittenti che trasmettevano e successivamente sono stati spenti. Lo spazio che si è così liberato è stato in parte usato per le trasmissioni LTE800. come si evince dallo schema seguente:

Schema LTE

 La potenza di trasmissione dei segnali

In linea teorica i sistemi LTE e DTT possono coesistere, in quanto non si sovrappongono e sono divisi da una, seppur ridotta, “zona franca”, cioè uno spazio di frequenza di larghezza 1MHz che va sotto il nome di Banda di guardia. Il problema nasce quando si parla di potenza di trasmissione e di impianti TV non adeguati.

Il segnale LTE dovrà raggiungere dispositivi mobili costruttivamente piccoli e che si trovano per la maggior parte in ambiente chiusi: per questo motivo la potenza con cui viene trasmesso dovrà essere abbastanza alta da permettere una copertura sufficiente dei terminali interessati. La potenza di trasmissione dei ripetitori LTE (LTE-BS) sarà quindi necessariamente maggiore di quella richiesta da un ripetitore DVB-T che dovrà invece raggiungere antenne terrestri appositamente studiate ed installate per trarne il massimo guadagno (es. antenne installate sui tetti delle case).

La potenza può arrivare, nel caso limite, a 126 dBµV, un valore almeno doppio rispetto a quello usato dai trasmettitori DVB-T che si attesta normalmente su livelli di 60-70 dBµV. Ricordiamo ai non addetti ai lavori, che la misurazione in deciBel (dB) non è lineare ma esponenziale, di conseguenza la potenza effettiva irradiata da un LTE-BS e di centinaia di volte superiore rispetto a quella irradiata da un ripetitore DVB-T.

I disturbi di ricezione: quando l’amplificatore entra in “saturazione”

Se il nostro impianto TV non è adeguato al nuovo standard, sarà in grado di ricevere tutti canali DVB-T (fino al ch.60) ma sarà comunque in grado di continuare a ricevere le frequenze fino agli 800MHz (precedentemente usate per trasmettere i vecchi canali 60÷69) le quali, però, porteranno segnali con una potenza molto superiore ai canali TV DVB-T. La naturale conseguenza è l’intermodulazione dell’amplificatore/centralino, cioè un fenomeno che si verifica in un amplificatore, quando il segnale in ingresso ha potenza troppo elevata per essere correttamente amplificato. In questo stato l’amplificatore non lavora correttamente causando problemi di ricezione su tutti i canali TV e non soltanto su quelli di frequenza più vicina.

Filtri LTE, Antenne e componenti LTE Free

La soluzione al problema risiede nell’escludere le frequenze LTE dal nostro impianto usando filtri e componenti che abbiano una banda passante inferiore a 790MHz. Il componente di un impianto con maggiore guadagno (quindi con maggiore capacità di ricevere i segnali elettromagnetici) è l’antenna (o le antenne).

Questo componente è quindi il principale interessato dell’adeguamento e può essere trattato in due modi: sostituendo l’antenna esistente con una equivalente avente taglio LTE integrato oppure inserendo in serie alla calata e prima dell’amplificazione un filtro LTE. I filtri LTE possono essere di vario genere a seconda dell’efficacia del taglio.

I più economici hanno filtraggio più blando e risultano quindi meno efficaci in caso di elevata vicinanza all’LTE-BS. I filtri più costosi, conformi alla normativa CEI 100-7 (che quindi assicurano una attenuazione di 30dB alla frequenza di 793MHz), sono molto più selettivi e permettono un taglio drastico anche in presenza di forte segnale LTE. In ogni caso un buon filtro non deve introdurre attenuazione sui canali DVB-T adiacenti, come il canale SFN60 che contiene canali di notevole interesse come Sportitalia1, Sportitalia 2, Sportitalia 24, e Rtl 102,5.

In fase di adeguamento dell’impianto occorre considerare anche i componenti interessati alla distribuzione: miscelatori, divisori e derivatori dovranno essere di tipo schermato, con collegamento alla messa a terra in modo da risultare immuni alle interferenze superiori ai 790MHz.

2 filtri LTE

Nella prima immagine vedete un esempio di filtro LTE standard: a fronte di un prezzo di acquisto più contenuto consente comunque una riduzione dei segnali con frequenza superiore a 790MHz. Nella seconda immagine vedete un esempio di filtro a microcavità rispondente alla normativa CEI 100-7.

Ne deriva che la priorità di intervento è la seguente:

Già dalla fine del 2012 tutti i principali produttori hanno iniziato ad integrare il proprio catalogo con nuovi prodotti specifici per LTE oppure con rivisitazioni di prodotti famosi allo scopo di renderli compatibili con il nuovo standard. Tutti i produttori prevedono a catalogo filtri in-line passanti e filtri a norma CEI.

Vecchia antenna TV logaritmica periodica e antenna LTE

Vecchia antenna logaritmica periodica                                     Antenna SIGMA LTE

In caso siano presenti elettroniche (amplificatori/centralini) di recente produzione probabilmente non sarà necessario sostituirli, anche se ciò dipenderà, oltre che dall’elettronica stessa, anche dalla distanza dall’LTE-BS. Un’elettronica costituita da un involucro schermato metallico risulterà molto più immune alle interferenze di un’elettronica di vecchia generazione, che di solito hanno involucro plastico, componenti discreti e connettori a morsetto vecchio tipo.

Esempio di amplificatore non adatto a LTE

Amplificatore standard di recente costruzione Nuova serie di amplificatori

Esempio di amplificatore non adatto all’LTE: è realizzato con componenti in aria e non è racchiuso da un contenitore schermato

Amplificatore standard di recente costruzione: ha connettori di tipo F ed è realizzato con componenti SMD racchiusi in un contenitore metallico.

Nuova serie MBJ linea di amplificatori  progettati  per limitare la banda passante a 790MHz.

 

Per i miscelatori ed i componenti della distribuzione valgono le stesse considerazioni. Se c’è la possibilità, è opportuno installare componenti di recente produzione, realizzati con componenti di buona fattura e che garantiscano elevata immunità ai disturbi. Sono da prediligere componenti che abbiano connettori di tipo F o comunque metodi di connessione rapida certificati.

In caso di realizzazione di un impianto ex-novo, oppure di totale rinnovamento di impianto esistente, sono da preferire cavi coassiali in Classe A o Classe A+. La classe di un cavo coassiale indica, tra le altre cose, l’efficacia di schermatura della treccia (e dell’eventuale foglio) dai segnali interferenti esterni. Ad esempio un cavo di classe A, ovvero con efficienza di schermatura > 85 dB, è sicuramente preferibile rispetto ad un cavo di classe B.

La televisione digitale ha in serbo una seconda rivoluzione. A partire da 2015.

Dal 2015 infatti arriverà in tutta Italia il nuovo digitale terrestre con lo standard tecnologico DVB-T2, evoluzione dell’attuale DVB.

DVB-T2 La rivoluzione del digitale terrestre

Ultimamente il governo italiano ha approvato un decreto per quanto riguarda il nuovo standard della televisione digitale denominato DVB T2. Dopo il 31 dicembre 2014, tutte le ditte che producono TV e Decoder dovranno produrre esclusivamente tuner digitali abilitati ad utilizzare il nuovo standard digitale, ossia il DVB T2. Inoltre, a partire dalla fine di Giugno 2015, potranno essere venduti solo i TV e decoder compatibili DVB-T2.

Il nuovo standard della televisione digitale DVB 2T è già stato scelto da molti stati europei, quali la  Gran Bretagna, la Francia, La Svezia, la Russia, la Sebia e la Croazia. Anche in Italia è già utilizzato, ma solo da Europa 7HD. Il DVB 2T, tra i vari vantaggi, permette di risparmiare banda nelle frequenze televisive, consente di trasmetetre un maggior numero di canali, anche in 3D, in virtù di un aumento del 30% della banda sfruttabile.

L’attuale sistema televisivo digitale sfrutta lo standard DVB-T, tecnologia compatibile con i tv e i decoder usati nelle nostre case. Dopo il 2015 andranno a ridursi le frequenze dello spettro elettromagnetico (da 55 a 34) per la televisione per potenziare i servizi Internet mobile per i dispositivi come smartphone e tablet. La nuova tecnologia consentirà quindi di risparmiare banda e al contempo di trasmettere più canali TV.

Ma cosa cambierà per il telespettatore? Si dovrà acquistare un nuovo decoder o un nuovo tv? Ci sarà un nuovo Switch-off?

Il passaggio dal DVB-T al DVB-T2 sarà graduale e i due standard sono destinati a convivere per molti anni. Alcune aziende produttrici di tv e decoder, come LG e Sony, hanno già cominciato a commercializzare tutti i propri dispositivi tv con il doppio standard. Comunque dal 2015 chi sarà sprovvisto di un televisore o di un decoder compatibile con la nuova tecnologia non potrà usufruire pienamente di tutti i servizi offerti dal digitale terrestre.

Tra meno di 2 anni arriverà quindi anche a Brescia il nuovo digitale terrestre con la tecnologia DVB-T2, evoluzione dell’attuale DVB-T. Dal 1° gennaio 2015 infatti le aziende produttrici di televisori e decoder saranno obbligate a utilizzare solo sintonizzatori digitali in grado di ricevere i nuovi standard della tv digitale.

La maggior parte dei televisori e dei decoder in commercio attualmente sono compatibili solo con lo standard DVB-T. Solo alcuni apparecchi televisivi in Italia sono compatibili e dotati di sintonizzatore DVB-T2.